Gli attacchi di Parigi dello scorso 13 novembre 2015, come prima di allora l’attacco a Charlie Hebdo, hanno scosso violentemente la quotidianità di milioni di persone: dalle vicende, sono stati più di cento in tutta Italia i falsi allarmi di pacchi, auto, bagagli abbandonati sospetti, dentro ai quali si credeva si celassero degli ordigni; proprio il grande numero di queste segnalazioni è stato indice di un evidente propagarsi di una vera e propria psicosi collettiva, un pericoloso “terrore del terrore”, capace di renderci perfino diffidenti di qualsiasi oggetto ci circondi.
In risposta a questa preoccupante tendenza, gli studenti di design Simone Melis e Andrea Lascala dell’università di Bolzano hanno dato vita al progetto “Psicosi e lenticchie – Cronache di un’Italia che trema”, che racconta attraverso pannelli e miniature la trasformazione degli oggetti di ogni giorno in simboli del terrore (da qui, il titolo).

Titoli all’esterno dell’istallazione

Particolare di un titolo all’interno dell’istallazione

Titoli di giornale fanno da sfondo a un’infografica circolare.

Le miniature degli oggetti delle segnalazioni
“Paura” è una delle parole più discusse dell’immaginario contemporaneo.
L’arma della paura è stata, e sarà, uno degli strumenti più potenti per controllare le masse. Gli ultimi attentati coadiuvati dalla strategia mediatica dell’Isis, curata in ogni dettaglio, hanno contribuito al diffondersi di un clima di terrore che va a modificare il nostro quotidiano.
“Psicosi e lenticchie – Cronache di un’Italia che trema” vuole stimolare una riflessione ed aprire un conseguente dibattito su come la paura e l’allarme terrorismo vengano amplificati dal sensazionalismo dei media, alterando la percezione degli oggetti quotidiani e modificando la nostra vita quotidiana.


