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Piero Sparrow
sabato, 22 Luglio 2017 / Published in Grafica, Logo Design

Distruggo Trieste, non la invento.

Trieste triste.

Avete presente quando siete stati lasciati per la prima volta nella vostra vita?

Quando magari eravate ancora dei giovani sognatori e vi sembrava che il mondo stesse per crollarvi addosso e niente sarebbe servito a farvi sentire meglio? Ecco, questa è più o meno la sensazione che è scaturita dal finale di questo concorso, a metà tra una delusione amorosa e un cazzotto nella bocca dello stomaco!

Cominciamo per gradi.

A marzo è stato indetto un concorso chiamato “InVento Trieste” con l’obiettivo di far produrre a professionisti e non: logo, claim (pay-off e video istituzionale della città. ( Ne abbiamo parlato in questo articolo ) 

Il vincitore avrà fatto del suo meglio e non ha nessuna colpa se non quella di non essere capace o di averlo fatto a tempo perso da profano.

Bene voi penserete “che c’è di male ci sono tantissimi concorsi o gare di questo genere”. E qui scatta la magagna.

Se è vero che siamo abituati a contest di vario tipo è anche vero che le modalità del concorso devono essere (perlomeno) abbastanza serie da permettere anche a un professionista di partecipare e lì non lo erano. Infatti il brief era appena abbozzato e anche se nel brief veniva richiesto un formato utilizzabile per la stampa…  nel caso del logo era un jpg la richiesta!

Un jpg, si avete letto bene.

Se questo non vi bastasse, l’ultima mazzata tra capo e collo arriva quando ci si rende conto che i tre elaborati sono ben divisi e quindi non realizzati “a pacchetto” da ogni singolo partecipante, come ci si aspetterebbe da quella che dovrebbe essere perlomeno una bozza di un progetto di rebranding dell’ un’immagine coordinata di un’istituzione. Quindi il tuo logo viene preso assieme al payoff di un altra persona e al video di un terzo! Una specie di panino custom componibile, salsa a volontà “et voilà”!

Costo dell’operazione: un tablet. Giuria non specificata e zero revisione successiva da qualsivoglia agenzia.

Il dramma era già scritto prima di cominciare.

Questo è il logo vincitore che doveva essere scelto dopo un mese di concorso che terminava il 30 marzo e che invece, dopo mesi di silenzio stampa, è stato scelto e ufficializzato adesso!

Sempre che lo consideriate un logo, direi che andare troppo sul tecnico in questo caso è inutile, sarebbe come rompere le scatole a un bambino che ha costruito una macchinina con carta e colla sul fatto che l’assetto non è perfetto o che l’aerodinamicità fa acqua da tutte le parti.

Cerchiamo comunque di fare una brevissima analisi “superficiale” solamente di quello che manca analizzandolo in 30 secondi:

Aspetti concettuali

  • il simbolo della città precedentemente era un’alabarda, cosa che se non azzardando ma con dietro uno studio preciso che ne giustifichi la scelta, non poteva venir eliminata o non inserita nel nuovo logotipo;

  • Trieste è una città di mare, nel logo viene mostrato il Castello di Miramare (tra i monumenti più caratteristici) e le montagne che nella realtà si vedono molto in lontananza, senza nessun accenno al mare. [Magari grazie a un “ammorbidimento” delle montagne si poteva riuscire a rappresentare sia il mare che i monti. sparo];

  • é una città dalla forte influenza mittel europea, dai contrasti forti, dal passato austroungarico (che ne contamina ancora usanze e architettura) che doveva essere considerato;

  • l’obiettivo del logo era rappresentare la città istituzionalmente nel contesto di un crescente rilancio turistico negli ultimi anni della città, quindi nella mente di un designer doveva esserci la storia portata verso il futuro, quella strizzata d’occhio alle radici in un contesto di modernità, digital etc… questo logo, se così lo vogliamo chiamare era vecchio nel ’97!

– il gioco di parole molto probabilmente si rifà e forse anche per questo ha avuto successo nella giuria al logo della regione FriuLIVE VeneziaGiulia che a mio parere a differenza di questo è ben fatto studiato e ha motivo d’essere per le sue molteplici declinazioni e utilizzi nella comunicazione utilizzando il “live” nel contesto del territorio.

Aspetti TECNICI

  • il font è sicuramente da rivedere, sarebbe da valutare se graziato o bastone ma sicuramente non “script”;

  • è stata testata la leggibilità nel caso venisse usato di 2 cm?

  • una delle poche cose specificate nel brief era (come sempre) che fosse adattabile e declinabile: mission failed!

  • non prevede, e difficilmente sarà possibile crearla, una versione app o mobile, o iconica;

  • kerning… parliamone!

  • la parte iconografica è sgraziata e ricorda (come forse tutto il logo) le clip art di word… sempre del 97!

  • la parte iconografica è molto rigida rispetto al font utilizzato, potrebbe essere una scelta comunicativa per rappresentare la contrapposizione di culture diverse o di storia e futuro etc etc.. ma probabilmente non era questo l’intento e sicuramente andava realizzata meglio e diversamente;

  • vista la natura del contest, il logo molto probabilmente non presenta nessuna regola e/o book di utilizzo. Come verrà usato nella comunicazione? Boh!

Ora la polemica e le critiche non sono nei confronti del vincitore che ha sicuramente fatto del suo meglio ma nei confronti di chi indìce concorsi senza cognizione di causa, bypassando ogni regola e sminuendo per poco buon senso o ignoranza una professione che se non esistesse metà di quello che abbiamo attorno ogni giorno non avrebbe ragione d’essere.

Il grande quesito per concludere è: se avete bisogno di un ingegnere che vi costruisca la casa sarebbe utile indire un “contest” tra i vostri vicini che fanno tutt’altro nella vita?

Se non lo fate con il resto non dovete farlo con la comunicazione che può fare tutta la differenza del mondo nell’immagine di una città. Ma tutta davvero. 

Altre news sul logo sul quotidiano di Trieste, Il Piccolo.

Autore articolo: Piero Stradi

Tagged under: in triesteing, inVENTO Trieste, logo, Logo design, Trieste, turismo

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