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La Vera Storia di un Hashtag

Social media marketing

La Vera Storia di un Hashtag

È quasi impronunciabile è diventata una parola di uso comune, tanto da essere introdotta anche nei vocabolari. È un termine composto dalla parola hash che è il cancelletto e tag che è l’etichetta. Sostalziamente è un concetto chiave che viene preceduto da un cancelletto. Si trova nei post pubblicati sui social network, ma lo possiamo anche trovare all’interno di alcuni programmi televisivi.

Prima gli hashtag erano legati soltanto a Twitter e da giugno 2009 il celebre social network li rese linkabili e iniziò ad utilizzarli per indicizzare i contenuti. In pratica tutte le frasi che vengono scritte insieme ad un post si riferiscono agli stessi concetti chiave dell’argomento che si vuole indicizzare. In pratica tutti gli hashtag che vengono scritti si riferiscono allo stesso argomento. Cliccando sopra l’hashtag è possibile vedere tutte le frasi che contengono quell’hashtag e che quindi sono inerenti quel tema.

Un esempio può essere #graficadigitale

Utilizzare lo stesso hashtag sui diversi social può servire a creare un filo conduttore per gli utenti all’interno delle loro ricerche. Per vedere se un hashtag è funzionale al nostro progetto (sia su Facebook sia su Twitter) basta che nel campo di ricerca si scriva #nomedeltag per trovare tutti i post che parlano di quell’argomento. Gli hashtag servono a diventare popolari sui social network. Se si inseriscono hashtag popolari è più probabile che si venga avvistati dagli utenti e che la visibilità dei vostri post aumenti.

Come si usano gli hashtag?

Ognuno di noi può crearsi un hashtag a proprio piacimento. Non esistono dele vere regole, ma soltanto linee guida che tra poco vedremo insieme.

  • Utilizziamo gli hashtag esistenti se l’obbiettivo è quello di essere letti da molte persone. È difficile riuscirci con gli hashtag del tutto nuovi di zecca.
  • Esprimete un concetto chiaro e preciso per mettere subito all’utente di capire qual è l’argomento di cui si sta parlando.
  • Non inserite punteggiature o spazi all’interno degli hashtag perché altrimenti il link si interrompe e diventa linkabile solo la parte di testo che è vicina al cancelletto (es. #grafica digitale).
  • Gli hashtag vanno contestualizzati. Non bisogna usarne duecento e neppure distrubuirli male. Non è conveniente incominciare una frase con il cancelletto e nemmeno metterlo distante dal contesto della frase (es. Il 14 ottobre incontreremo Pinco Pallo, esperto di #graficadigitale).

L’uso degli hashtag è sempre più diffuso anche nel mondo televiso e spesso invitano i telespettatori ad utilizzarli per interagire con la trasmissione. Lo stesso termine è stato aggiunto anche all’interno del dizionario della Treccani e della Zingarelli. Questa è la dimostrazione di come il mondo digitale faccia parte della nostra vita e della cultura generale. Non possiamo più ignorarla.

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Mi chiamo Simone Stricelli, sono un Creative Director e Digital Strategist, da 8 anni mi occupo di costruire strategie digitali per le aziende. Il mio lavoro consiste nel trovare un punto di contatto creativo tra il mondo digitale, dei social media e gli obiettivi dell’azienda, costruendo un piano strategico ed editoriale. È importante individuare gli strumenti giusti, il budget e i canali media a disposizione per non disperdere l’energie.

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