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La Mappa dell'Empatia

Social media marketing

La Mappa dell'Empatia

Quando si parla di Natale non si può evitare di raccontare la sua atmosfera e i pensieri che sono capaci di stimolare molti brand.
Questi pensieri sono stimolati da chi ha il compito di creare, organizzare e scrivere lo storytelling. Chi ha questo compito è il vero regista e per far centro deve individuare i punti di debolezza del proprio pubblico. Lo storytelling che cos’è? La capacità da parte di un brand di coinvolgere ed emozionare raccontando la propria storia tramite l’utilizzo di video, immagini e claim . Ma come posso emozionare il mio pubblico se non conoscendo perfettamente quello che desidera, che lo appassiona o che vorrebbe vivere?

In questi casi si parla di mappa dell’empatia come strumento per comprendere qual è il pubblico ideale e che cosa vuole.

Che cos’è l’empatia?

L’etimologia della parola empatia deriva dal greco ἐν “dentro”, παθεία “sofferenza” o “sentimento” e con questo termine s’intende la capacità che ha un soggetto di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un altro soggetto, in modo immediato e senza dover riccorrere alla comunicazione verbale. È la capacità di una persona di immedesimarsi in un’altra, fino a coglierne i sentimenti e gli stati d’animo. Ci sono persone che sanno essere più empatiche di altre, con un’intelligenza emotiva più sviluppata, capace di entrare in contatto più facilmente con altre.
Dal punto dei vista dei brand si parla di corporate storytelling per immedesimarsi in una situazione emotiva e negli stati d’animo dei clienti. Quest’ultimi sono la parte più importante della narrazione visto che il racconto sarà incentrato su di loro.

La Mappa dell’Empatia

mappa-empatica-06La mappa dell’empatia aiuta a calarsi nei panni dei propri clienti per tracciare i segmenti di clientela a cui il brand intende rivolgersi per comprendere in quale ambiente vivono, che cosa vedono di quello che offre il mercato, quali sono i loro atteggiamenti e comportamenti, cosa conta per loro e cosa li preoccupa, quali sono i loro problemi e le loro aspirazioni.

Il vantaggio che si può avere utilizzando la mappa dell’empatia è quello di andare in profondità nella creazione di una campagna pubblicitaria partendo dal cliente finale e potendo comprendere davvero per che cosa è disposto a pagare.

Come si utilizza?

La prima cosa da fare è il brainstorming per poter definire tutti i possibili segmenti a cui si vuole arrivare. Sceglierne uno. Dategli un nome e qualche caratteristica demografica (sesso, età etc.). Per completare il lavoro è necessario rispondere a sei semplicissime domande.

[symple_column size=”one_half”] COSA VEDE?
– com’è il suo ambiente?
– da che cosa sono circondati?
– quali sono i suoi amici?
– a quali offerte è esposto ogni giorno?
– quali problemi incontra?
[/symple_column] [symple_column size=”one_half_last”] COSA ASCOLTA?
– cosa dicono gli amici e il suo partner?
– chi lo influenza di più e come?
– quali sono i canali di comunicazione più influenti per lui/lei?
[/symple_column] [symple_column size=”one_half”] COSA PENSA E PROVA VERAMENTE?
– che cosa è importante veramente per lui/lei?
(ci sono dei segreti anche da sfatare…le cose che non direbbero mai in pubblico)
– quali emozioni lo spingono?
– cosa potrebbe tenerlo sveglio la notte?
– quali sono i suoi sogni e le sue aspirazioni?
[/symple_column] [symple_column size=”one_half_last”] COSA DICE E FA?
– che atteggiamento ha?
– cosa potrebbe dire agli altri
– quali sono i conflitti tra ciò che dice e ciò che potrebbe provare realmente?
[/symple_column] [symple_column size=”one_half”] COSA  SI INTENDE PER “DISAGIO” DEL CLIENTE?
– quali sono le sue più grandi frustrazioni?
– quali ostacoli si frappongono fra lui/lei e ciò che vogliono raggiungere?
– quali rischi potrebbe aver paura di affrontare?
[/symple_column] [symple_column size=”one_half_last”] COSA  SI INTENDE PER IL “GUADAGNO” DEL CLIENTE?
– che cosa desidera e che cosa vuole ottenere realmente?
– come misura il successo?
– quali strategie potrebbe impiegare per raggiungere i suoi guadagni?
[/symple_column]

Questa mappa ha il compito di aiutare lo storyteller a mettersi nei panni del cliente finale del brand (azienda o personal brand il procedimento è lo stesso) che bisogna raggiungere per raccontargli una storia cucita su misura che lo coinvolga direttamente nella sua parte emotiva. Il riassunto delle domande che si deve porre lo storyteller si può riassumere in alcuni semplici concetti.
Per scrivere uno storytelling perfetto bisogna partire dal fondo della precedente lista.

  • Empatia cognitiva – per raccontare una storia che sia efficace è necessario partire da un trauma e da un conflitto (quello che matura quotidianamente nel vostro cliente).
    Risponde alle domande: Cosa dice e fa? Cosa si intende per disagio del cliente? Cosa si intende per guadagno del cliente?
  • Empatia emozionale – per uscire da questa no comfort zone è necessaria un’elaborazione della sofferenza del/dei protagonista/i (il cliente che dovete raggiungere s’identificherà), tramite l’arrivo di un aiutante, un tesoro o un oggetto magico che lo/li aiutano per l’intero percorso che devono fare per arrivare alla meta.
    Risponde alle domande: Cosa Ascolta? Cosa Vede?
  • Empatia comportamentale – per descrivere un protagonista/eroe credibile bisogna conoscere bene tutti i suoi pensieri e i suoi sentimenti. In realtà non saranno nient’altro che lo specchio dei pensieri e dei sentimenti che prova il cliente che dovrete raggiungere.
    Risponde alle domande: Cosa pensa e prova?

Insomma, questo piccolo schema potrebbe dare tanto alla strategia narrativa scelta per raccontare il nostro brand (personale o aziendale che sia).

 

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Mi chiamo Simone Stricelli, sono un Creative Director e Digital Strategist, da 8 anni mi occupo di costruire strategie digitali per le aziende. Il mio lavoro consiste nel trovare un punto di contatto creativo tra il mondo digitale, dei social media e gli obiettivi dell’azienda, costruendo un piano strategico ed editoriale. È importante individuare gli strumenti giusti, il budget e i canali media a disposizione per non disperdere l’energie.

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