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Jameson e la chatbot umana – intervista alla Conversion Agency

Social media marketing

Jameson e la chatbot umana – intervista alla Conversion Agency

La svolta social di Jameson

In occasione del Sant Patrick day, la pagina Facebook di Jameson Irish Whisky è stata presa d’assalto da migliaia di utenti. Perché? Semplice: le persone venivano invitate ad interagire con un bot.

Mettere alla prova il Jamesbot

Ovviamente la maggior parte della gente (me compresa) ha voluto mettere in difficoltà il bot di Jameson facendo delle domande molto specifiche e anche personali. Le risposte che sono arrivate sono state divertenti, il linguaggio giovanile e familiare : il fantomatico bot è riuscito a seguire il discorso e a concluderlo al momento giusto con dei tempi “comici” assolutamente invidiabili.

Con la scusa dei continui brindisi per festeggiare, James Bot iniziava a parlare in modo strano, senza senso e senza logica. Un atteggiamento tipico di chi è ubriaco.

Prima di continuare allego gli screen della mia chat

 

Lo scopo finale era far divertire gli utenti, interagire con loro per lasciare sensazioni positive? Anche, ma sarebbe troppo scontato. Il progetto intendeva trasformare la classica chatbot, da strumento di servizio a campagna sociale, con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sul consumo responsabile di bevande alcoliche, a cominciare proprio dal whiskey.

Perché nel giorno del St. Patrick’s Day? Chiaro: il Jameson è il whisky irlandese più venduto al mondo, come poteva non festeggiare?

Bere troppo è stupido: anche un’intelligenza artificiale può diventare stupidità reale.

La verità e l’intervista che svela i dietro le quinte

Due giorni fa abbiamo avuto anche un video esplicativo: il Jamesbot di Jameson non esisteva. Al suo posto un gruppo di social media manager preparati a rispondere a qualsiasi richiesta, anche quella più strana. L’agenzia? La Conversion Agency. Come al solito dietro alle idee social più innovative ci sono loro. Ho fatto qualche domanda a Sergio Spaccavento per saperne di più! 

 

 

Ciao Sergio! Come è venuta l’idea del chatbot?

In agenzia siamo molto attenti all’innovazione e alla tecnologia al servizio (intelligente) della comunicazione pubblicitaria. Quando è scoppiata la moda dei chatbot, li abbiamo studiati in toto, e in quel momento c’è venuta l’idea di un BOT che con una particolare esperienza poteva dare un messaggio positivo come il “Bevi responsabilmente”.

Da quante persone è composto il team?

Il core team che si è occupato di questo progetto è composto da undici professionisti di agenzia (dal social media manager all’art director, dai copywriter agli account) che con i loro diversi ruoli hanno garantito la qualità dell’output, a partire dall’ideazione fino all’implementazione dell’idea. Nel pratico è stato fondamentale l’ausilio di alcuni ragazzi della palestra pre-master di Laboratoriominiera (Master in Art Direction & Copywriting del Politecnico di Milano, POLI.design.studenti).

Quanto tempo ci è voluto per preparare il team a rispondere?

Il progetto è stato studiato a lungo ma preparato nel pratico in una settimana. La parte più stimolante è stata creare un manuale copy per simulare le domande e le risposte da dare per far funzionare l’engagement basandoci sull’analisi dei vari scenari che si sarebbero potuti presentare nel giorno dell’attività. E’ stato anche divertente il creare la parte grafica, dalle emoticon alle gif personalizzate.

Intorno a quante chat avete risposto?

Siamo molto soddisfatti del risultato: nella giornata di St. Patrick, in circa 7 ore, abbiamo risposto a oltre 1000 chat, interagendo con utenti provenienti da tutta Italia.

Dobbiamo aspettarci qualche altra novità da Jameson?

Jameson Irish Whiskey è un vero e proprio lovemark, e per questo si presta benissimo a lavorare con un dialogo diretto e creativo con i consumatori. Con il chatbot abbiamo messo in campo un tipo di attività che funziona, intrattiene e converte, grazie a un approccio certamente replicabile con il medesimo successo in svariate altre occasioni.

Credits:

Agenzia: Conversion
Direttore creativo esecutivo: Sergio Spaccavento
Customer Development Director: Paola Maneo
Digital Account Manager: Antonella Dellifiori
Creative Supervisor: Filip Morganti, Riccardo Froscianti
Art Director: Elisa Benza, Lorenzo Bolla
Copywriter: Martina Dei, Alessandro Bonardi, Simona Garufi
Social Media Manager: Vito Modugno

Cliente: Pernod Ricard Italia
Head of digital: Andrea Secci
Senior Brand Manager: Claire Alexandrescou
Assistant Brand manager & Ambassador: Kate Wheeler
Jameson Brand Ambassador: Rebecca Cummins

 

E a voi avete provato a chattare con Jameson?

 

 

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Admin [pAt] - Founder & Ceo at ipiratigrafici.it - Creative director - Graphic designer freelance from 2009 - Blogger - Team Manager. Contatti: pat@ipiratigrafici.it

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