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Il Karma di Twitter in 140 Caratteri

Il Karma di Twitter in 140 Caratteri

Social media marketing

Il Karma di Twitter in 140 Caratteri

Il Karma di Twitter in 140 Caratteri

File: #75466546 | Autore: zakokor | fotolia.com

 

Le dittature tradizionali, nate nel secolo scorso, sono pressoché indifese di fronte a processi rivoluzionari “istantanei”, che agiscono e reagiscono fulmineamente, alimentati da tecnologie e comportamenti che nessun potere sa come controllare. – Khemais Chammari

I 140 caratteri di Twitter non sono mai stati così amati come in quest’ultimo periodo. Tutti i social media qualcosa si sono levati a spada tratta contro il CEO Jack Dorsey che, dopo l’annuncio della cancellazione dei 140 caratteri dai messaggi privati (DM), ha spiazzato tutto e tutti con un tweet.

Molti hanno parlato di snaturamento, di perdita della propria identità e della capacità di cogliere il momento. In alcuni articoli trovati sul web si legge che, oltre ad essere contrari all’eliminazione dei 140 caratteri del tweet e il rifiuto della nuova grafica del tasto dei preferiti, ci sarebbero molti favorevoli (tanto da aver un creato una tendenza su twitter negli scorsi giorni) all’introduzione del tasto modifica. Quando mai si è visto che dopo aver mandato un sms o un whatsapp abbiamo la possibilità di cambiare una parola perché nel contesto non ci è piaciuta? Quello non è omologarsi a Facebook invece? [bello fare i puristi con gli account degli altri, eh?] Ma io penso che questa cosa non succederà mai e per questo vi parlo di Twitter a 160 caratteri (20 per il nickname e 140 per il messaggio).

Si è vero! Per esprimersi 140 caratteri sono pochi, ma abbastanza per farlo con chiarezza, semplicità e unicità. Voi e le vostre storie siete unici e nessuno meglio di voi le può raccontare. Twitter ci costringe davvero a cogliere il momento e a descriverlo in poche parole, quali? Quelle giuste [perspicace, eh!]

Quando si scrive in 140 caratteri non bisogna mai dimenticarsi della grammatica italiana e non bisogna utilizzare le abbreviazioni. Per esempio ke al posto di che. Da come scrivete trasmetterete un’impressione di voi che vi permetterà di conquistare nuovi utenti e potrete fidelizzare i vostri lettori.

Le prime volte che scrivete con il limite dei 140 caratteri vi sembrerà di scalare l’Everest ma dopo alcune e attente domande [la strategia] tutto potrebbe essere più semplice.

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Mi chiamo Simone Stricelli, sono un Creative Director e Digital Strategist, da 8 anni mi occupo di costruire strategie digitali per le aziende. Il mio lavoro consiste nel trovare un punto di contatto creativo tra il mondo digitale, dei social media e gli obiettivi dell’azienda, costruendo un piano strategico ed editoriale. È importante individuare gli strumenti giusti, il budget e i canali media a disposizione per non disperdere l’energie.

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