Connect with us

I Social Trends del 2016

Social media marketing

I Social Trends del 2016

Arrivano le feste, le decorazioni sull’albero di Natale, l’acquisto e il confezionamento dei regali di Natale, la preparazione di pranzi e cene in famiglia, i resoconti di fine anno e i buoni propositi per l’anno futuro. Così ho deciso di parlarvi dei servizi che offrono i social network e che potrebbero diventare dei social trends durante il 2016. Oggi sono dei banali servizi, ma qual è il loro potenziale per il mercato di aziende e liberi professionisti?

Il Mondo

La situazione osservata da Ryan Holmes, CEO di Hootsuite, quest’anno è decisamente incoraggiante.
Gli utenti attivi nel mondo sono 2,5 miliardi e questa somma è destinata a crescere ogni anno del 25%. Nove aziende su dieci negli Stati Uniti sono regolarmente attive sui social network. Il 90% di queste aziende ha notato di aver incrementato le vendite.

L’Italia

Le aziende in Italia non hanno ancora percepito che l’investimento “comunicazione” non è denaro sprecato. Alcuni incominciano ad aprirsi ai social avendo capito il loro potenziale e la visibilità che concedeno questi spazi.

Vediamo insieme quali sono gli strumenti che potrebbero essere utilizzati al meglio e che, forse, creeranno una tendenza nel 2016.

Video

Chi già da tempo mi segue sa che insieme a Massimo Nava (aka Artlandis) durante i webinar che abbiamo tenuto online evidenziavamo come molte aziende avevano incominciato ad utilizzare, nelle proprie strategie di comunicazione, cinemagraph e microvideo. Facebook ci ha ascoltati (lasciatecelo credere). Sicuramente è l’anno dei video. Facebook ha aperto le danze aggiungendo la possibilità di creare una campagna sponsorizzata con un video. L’acquisizione di Oculus in più ha permesso a Zuck and Co. di inaugurare i video a 360 gradi. In quest’ultima parte dell’anno i brands si sono divertiti a giocare per testare le potenzialità e le funzionalità: dal lancio di Star Wars, alle immagini mozzafiato della Redbull e di Discovery, passando per una colazione creativa di Nescafé. Sempre in quest’ottica di movimento Facebook ha deciso di portare anche delle modifiche grafiche alla visualizzazione dei video, introducendo i video correlati e la possibilità di inserire call to action o azione.
Twitter si è lasciato contagiare molto velocemente dai video, prima ancora di Facebook con la piattaforma Vine. Anche loro hanno apportato delle modifiche sostanziali al servizio. Ha inserito la possibilità di costruire i filmati aggiungendo una traccia audio (fin’ora erano solo video) e una sezione “Per te” in cui raccoglierà tutti i video che potreste trovare interessanti di persone che seguite, ma che non sono stati pubblicati.

Streaming

Rimanendo sempre in tema video una delle novità più interessanti per le strategie di comunicazione è la possibilità di usufruire di piattaforme dedicate allo streaming live, direttamente integrate nei vostri profili. Periscope (la piattaforma di Twitter) è sicuramente la piattaforma con cui i brands stanno sperimentando di più. Dalla firma del rinnovo del contratto di James Rodriguez con Adidas a Smart Italia per il lancio della nuova Smart Forgigs (collaborazione con la Jbl) che ha attraversato l’Italia chiedendo agli utenti quali canzone dovesse far cantare a Lidia Schillaci. Opeazione seguitissima con l’hashtag #CityOfSound. Ma non c’è solo questo. Oltre ad essere una piattaforma di streaming live è anche una piattaforma di streaming life. Alcuni esempi  sono stati i recenti attentati di Parigi, in cui molti giornalisti l’hanno utilizzato per raccontare quello che stava accadendo. Ciò che fa la differenza su una piattaforma come questa è la capacità di essere i primi a proporre un’attiva di storytelling orginale e creativa.
In questa prospettiva c’è anche da tenere in considerazione Snapchat che ha introdotto il concetto di TV on demand all’interno del contesto dei social network. La sua proposta di un servizio di trasmissione live ha portato grande fermento ed interesse. Per ora è attiva solo negli Stati Uniti, ma non è detto che prima della fine del prossimo anno non arrivi in Italia. Anche Facebook ha un servizio di streaming Mentions che è aperto solo ai profili verificati (meno male!).

Messaggistica per i brands

Ormai non è più un segreto. Ci sono 4 miliardi di utenti attivi a livello mondiale nelle applicazioni di messaggistica instantea. A farla da padrone ci sono Whatsapp e Facebook Messanger. Questo 2016 sarà interessante per la possibile nascita di una messagistica dedicata ai brands e alle loro strategie di social messaging. In questo caso è da segnalare il cambiamento di rotta portato da Twitter che ha rimosso il limite dei 140 caratteri nei messagi diretti, per dare alle aziende la possibilità di integrare il customer service (assistenza al cliente) direttamente dai profili.

Informazioni

Se ci pensiamo è in atto anche una rivoluzione da un punto di vista editoriale. Si cerca di agevolare la ricerca e la lettura delle notizie direttamente dai social. Se prima si aspettava una notizia dall’ansa per cercare una notizia, oggi si aspetta un tweet dalle maggiori agenzie di tutto il mondo. Twitter capendo il potenziale ed essendo un broadcast di informazioni è stato il primo a lanciare questa rivoluzione con Project Lightning, poi fatto uscire con il nome di Mentions. È un servizio che permette la lettura degli articoli (scelti da twitter) direttamente da un’app interna alla piattaforma e non più dal browser del social o dal browser dello smartphone. Facebook ha capito che sarebbe stata fuori dai giochi. Così ha deciso di lanciare un servizio analogo chiamato Instant Articles. Chi conquisterà il mondo dell’informazioni?

Microblogging

L’altra grande novità è legata ai servizi di microblogging. Visto il successo della piattaforma Medium, Facebook non poteva non lasciarsi scappare l’occasione di ricostruire e restaurare la funzionalità Note. Tutti gli utenti se le ricordavano dimenticate. Come ha detto qualcuno nella loro vita precedente non erano nient’altro che un txt. Hanno invece ritrovato un design (che ricorda tanto quello di Medium!) e sembra che sia lo strumento che molti utenti stavano cercando.

E-Social

Da molto tempo Pinterest parla della volontà di introdurre un tasto buy it direttamente all’interno della sua piattaforma, cercando di favorire così il commercio elettronico. Non sarà solo più la piattaforma del repins e dell’ispirazione, ma se qualche oggetto ci piace particolarmente lo potremo anche acquistare con la stessa facilità. Anche Facebook (sempre dopo…) di voler integrare questa funzionalità all’interno delle fanpage. È comunque una funzionalità da seguire per tutte quelle aziende che hanno un e-commerce al loro interno.

 

Condividi:

Mi chiamo Simone Stricelli, sono un Creative Director e Digital Strategist, da 8 anni mi occupo di costruire strategie digitali per le aziende. Il mio lavoro consiste nel trovare un punto di contatto creativo tra il mondo digitale, dei social media e gli obiettivi dell’azienda, costruendo un piano strategico ed editoriale. È importante individuare gli strumenti giusti, il budget e i canali media a disposizione per non disperdere l’energie.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

More in Social media marketing

To Top

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi