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Padre Freelance: i superpoteri

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Padre Freelance: i superpoteri

Padre Freelance.

Freelance e Superpoteri o Superpoteri da Freelance?

Se hai il coraggio di fare il lavoro che ti piace non può non girarti in testa la frase “fai quello che ami e non lavorerai un giorno della tua vita” (dovrebbe essere una citazione di Confucio).

Parlo di coraggio perché di quello si tratta, non è una semplice questione di “non posso”, “non ho le condizioni”. Il concetto primario è il coraggio. Quando sei freelance con figli la frase si carica ancor più di significato: crea una proiezione ancora più astratta, una nuova dimensione degna della migliore sceneggiatura della Marvel!

Andiamo per gradi.

Chi sono?

Mi chiamo Andrea Boasi, sono un Padre Freelance, con una favolosa compagna interprete-freelance e due fantastici bimbi. Sono un Art Director e Designer (Web and Graphic) freelance dal 2013.

Vivo a Torino e da quando sono qui ho fatto davvero mille cose! Ve ne svelo qualcuna: tour manager per gruppi musicali, direttore di produzione, driver, educatore cinofilo…

Ho Sempre avuto la passione per tutto: con tutto intendo davvero qualsiasi cosa e, per quanto possa sembrare strano, il fatto di appassionarmi così facilmente è sempre stato un problema non un vantaggio. Leggevo, provavo, studiavo, vendevo, facevo.

Ecco forse il verbo più corretto di tutti è proprio lui: FARE. Qualsiasi cosa la volevo fare e soprattutto, provavo a farla bene.

Se mi guardo nel passato mi vedo come una sorta di pallina impazzita che a 15 anni decide di fermarsi con gli studi (secondo anno di ragioniere perito commerciale) per andare a vivere a Firenze (senza nessun’altro) per lavorare nell’ambiente cinofilo. La mia famiglia non aveva possibilità per darmi un supporto economico ma mi donò la cosa più preziosa al mondo: la possibilità di ESSERE LIBERO di scegliere.

Quando pensi di avere una certezza, bene: sei Finito.

Immagina questa sceneggiatura e vediamo se riconosci il film. Mettiti nei miei panni.

È il giorno 20 Novembre 2013, sei sveglio dalle 3 di notte, hai una consegna da fare, un lavoro. Nello specifico la grafica di un sito web. Sei frustrato, non riesci a tirare fuori l’idea che ti serve, non hai un lavoro anche se pensi di averlo. Ne hai perso uno 8 mesi fa a causa di un incidente stradale, tamponato da un carro funebre! (Appunta sul taccuino della vita: essere tamponato da un carro funebre: Fatto!)

La dolce metà è con te a casa della suocera, a 1200km da dove vivevi con lei. Ad un certo punto te lo dice: il prossimo anno sarete in TRE. Cosa si prova a sapere che sarai papà, senza un lavoro e senza una prospettiva?

È stata durissima! Ma è stato il volano della nostra vita.

“Come farò a fare il padre?

Una famiglia 3.0 da zero a 100 in 4. Inizi a pensare: “Come farò a fare il padre? Come faremo senza lavoro? Sto provando solo ora a capire se posso fare in graphic designer! Sì perché lei crede in me, pensa anche che io abbia del talento! E ancora non mi capacito del fatto che potrei avere una strada nella comunicazione visiva. Mi piace molto ma non lo vedo un lavoro!”
(Per lo meno non riuscivo a vederlo come professione allora…)

La svolta.

Ci siamo tirati su le maniche, abbiamo cambiato la nostra visione. Abbiamo programmato.

Abbiamo capito che nelle peggiori situazioni, nell’instabilità puoi trovare una stabilità. Eravamo in una regione, la calabria, che non ci dava possibilità e non ne aveva per nostro figlio. Abbiamo raccolto 2500€ e siamo tornati a Torino consegnando curricula e portfolio in ogni dove e il bimbo di pochi mesi che ci aspettava a casa della nonna materna a km di distanza!

L’organizzazione e la creatività

Creare gli “spazi temporali” è un potere all’ordine del giorno, te lo dice un padre freelance. Le madri freelance, poi, sono ancora più speciali.

Senza organizzazione e senza piani militari sei finito! Capisci che la creatività non si aspetta passivi, ma si cerca in modo attivo.

Il mio ufficio è il mondo, casa mia, la cucina, la camera da letto, ogni tanto anche il bagno, ma anche l’ufficio del mio cliente preferito.

I clienti, parliamo anche un po’ di loro…

I Clienti non sono semplici persone che ti pagano per fare un lavoro, ci metto sempre del romanticismo in questo. I clienti li scelgo, sono il miglior modo che ho per far vedere cosa posso fare con la grafica. Sono persone che mi affidano un prodotto, un servizio, un negozio oppure una visione, come se fosse un figlio il primo giorno d’asilo che lo lasci andare per il suo bene, ma appena gli dai le spalle pensi che non è stata la scelta giusta.

Fidarsi delle persone è fondamentale. Fidarsi di quello che percepisci degli altri è fondamentale.

Cerco, quindi, di far crescere questo ipotetico “figlio” affidatomi dal cliente con quello che mi riesce meglio. Un lavoro duro, difficile, impegnativo, ma che dà sempre soddisfazioni favolose.

Vivo in un paese che fa di tutto per non farti crescere ma farti invecchiare, io voglio crescere. Sì, lo voglio con tutto me stesso, voglio anche dare un’opportunità ai miei figli.

 

Ho scelto di essere freelance quando era l’unica possibilità sul piatto.

Ero e sono Autodidatta. Totalmente. Caratteristica che ho sempre reputato positiva e non limitativa: posso costruirmi un metodo un approccio ed un bagaglio personalizzato. Mio.

Le mie parole voglio essere uno stimolo, una risposta positiva a chi vorrebbe essere freelance. Chi ci pensa tutti i giorni ma non sa se…

E tu, che film hai immaginato?

Fammi sapere che ne pensi e ci vediamo alla prossima.

Andrea

 

 

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Andrea Boasi classe 86’ ArtDirector | GraphicDesigner | Beard Man | 1/2 Ugheart | Hipster Dad | Freelancer Appassionato di comunicazione visiva, la frase che mi rappresenta è “mira alla luna, se la manchi sarai sempre tra le stelle”. Obiettivo crescere ma senza invecchiare. Sono fatto dal 10% dalla testardaggine 5% di pazienza 35% di un sacco di altre cose e un 50% la mia dolce metà Erika MetalMum e 2 bimbi, Riccardo e Nicolò.

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