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I 10 tipi di grafico

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I 10 tipi di grafico

Il nostro mondo è bello, colorato, variegato, tempestato di forme, sfumature, font, interlinee.

Chi è in agenzia, chi in tipografia, chi fa il freelance. Ci sono quelli affascinati dalla grafica e quelli che credono di esserlo. C’è chi, addirittura, lavora. Chi è più simpatico, chi meno: siamo vari e variegati anche perché ognuno ha la propria esperienza, ognuno è condizionato dalla propria vita privata.

Per divertirmi ho individuato 10 macrocategorie di grafici.

Li avevo già individuati tempo fa ma adesso ho aggiunto qualche tipologia e ho ritoccato (senza usare Photoshop) quelli che c’erano. Sicuramente ce ne saranno altri quindi commentate per segnalarmi le macrocategorie che secondo voi ho dimenticato!

Vi riconoscete in qualcuno di loro? 😀

1- Il top grafico

Lui. Il grafico con la G maiuscola. Colui che sa fare tutto, colui che sta finendo i suoi 30 lavori per l’America, l’Australia e la Francia perché prossima settimana ha gli altri per l’India e per la Cina e non vorrebbe mica arrivare in ritardo? Scherzi? Organizzazzzzzzione! Ci vuole organizzzzazzzzione!

Lui che ha uno stile riconosciuto (talmente riconosciuto che è tutto uguale), lui che non si discute quello che dice: è frutto di una lunga esperienza maturata lentamente e con fatica! In tanti lo seguono perché sa essere anche simpatico e poi è chiaro: non ha bisogno di chiedere consiglio a nessuno.

Se gli scrivi qualcosa ti risponde dopo 10 giorni sempre con la stessa frase:“Questo mese un casino, non so cosa fare prima” sperando per lui che non dica la stessa cosa alla sua tipa la sera, nel caso volesse fare “attività ricreativa” nel letto. Non lavora con i clienti italiani perché in Italia “si guadagna poco e non ne vale la pena”. Una vera macchina da guerra!

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2 – Il grafico fissato

Nella sua bacheca non c’è altro: solo link sulla grafica. Apparentemente non ha una vita al di fuori del lavoro. Lavora sabato, domenica come anche il lunedì, il martedì… non c’è stop. È sempre attivo e spesso scrive frasette sul successo un giorno si e un giorno no per farsi forza. Noia.

Tutto quello che fa e che dice ha un riferimento al design, alla grafica, alla realizzazione. Quando esce fotografa il pack del panino, il cartello alternativo e se va al supermercato fotografa il restyling di qualche logo: probabilmente la ragazza starà smadonnando per far la spesa da sola e lui è lì, nel reparto della pasta a mettere la foto su Instagram e ad analizzare i cambiamenti e i motivi che hanno portato al restyling di quel marchio (Oh cielo, lo faccio anche io! Guarda qui e anche qui). E si, è capace di acquistare il prodotto per analizzarlo meglio a casa, assaggiare i sapori e capire che forse quella sfumatura lì è stata utilizzata perché “probabilmente formata dai colori del cibo prima e dopo la cottura”. Fuori di melone ad alti livelli.

Guida da cani. Il motivo? Guarda i cartelloni pubblicitari invece dei cartelli stradali e fotografa tutto ciò che può essere di spunto per realizzare del materiale, anche durante la guida.

 

3- Il grafico artistoide

È quello che si crede la reincarnazione di Andy Warhol. È un grafico ma ha la pagina personale con la dicitura “artista”. Lui che mica sono operatore grafico! Ma va, è riduttivo! Se glielo fai notare risponde con un guizzo di umiltà “ma che dovevo metterci? Artista è la cosa che si avvicina di più”.

Solitamente ha un pubblico fisso che lo tifa: questo pubblico è formato dalla mamma, la sorella, la zia, la nonna, la ragazza e tutta la famiglia più gli amici, le conoscenze e via dicendo. Spesso, convinto della propria vena artistica, tira fuori qualcosa di orribile e via tutti a dire “Bello, grande! Bravo! Fico! convincendosi davvero di fare cose bellissime. Ah dimenticavo di dire che questo soggetto ha più amici di Belen e Gianni Morandi messi insieme e conosce mezza Italia grazie agli eventi in discoteca. Si perché finirà per fare il deejay: prima lo spaccerà per lavoro d’appoggio, poi diventerà quello principale.

Fatto sta che alla lunga impara a fare solo volantini e manifesti per discoteche e laddove metta mano su un logo… il delirio.

 

4- Il grafico critico-opinionista

Lui sa tutto. Inutile controbattere. Come foto profilo ha una modernissima foto del 1940 oppure solo un illustrazione al posto del suo viso. Non sua, chiaro! Metti che poi iniziano a criticare! Il lavoro del critico-opinionista è duro, ci sono i contraccolpi che sono pesanti da sostenere. Una vita all’insegna della rottura di palle.

Solitamente fa il giro del web e si imbatte sempre e “casualmente” nelle discussioni su grafica o anche su politica, tentando di scrivere la battuta più saggia, figa e con più like in assoluto. Il problema è che per rincorrere questa volontà velata da “passavo di qua e mi è capitato di leggere di sfuggita nella mia piccola pausa” perde il senso del tempo. Eh si perché questa cavolo di pausa dura 12 ore al giorno escluse le ore del sonno, quelle ore in cui sogna cosa dire il giorno dopo.

La sua vita, quindi, si svolge completamente su internet e possiamo contare le sue uscite grazie ai “post outdoor” dove critica qualcos’altro -finalmente- fuori dalla sua stanza. S’incazza con gli automobilisti, il sistema Italia non funziona mai. Insomma la vita è una merdaccia totale e le tasse le paga solo lui, la grafica è morta.

5- Il grafico egocentrico e acculturato

Questa è una “razza” di grafico particolare e da non confondere col Top Grafico: molto ma molto dedito alla cultura, ne fa uno stile di vita. Tra grandi citazioni, vita chic, frequentazioni chic, amici top, c’è sempre modo di “instagrammare” un whisky con cioccolatino, un riflesso top (del proprio viso) o comunque qualcosa che comunichi STILE e attenzione ai dettagli.

Sempre tutto in tiro, cura il proprio modo di vestire e il suo aspetto più di ogni altra cosa perché è importante per un uomo/donna d’immagine essere sempre Top.

L’essenziale nella grafica è tutto. La scelta del carattere tipografico diventa un incubo… ma il vero incubo è la scelta del vestito da mettere a quell’aperitivo creativo, a quella mostra dell’arte noiosa ma divertente. E dopodomani per il reading della poesia consumata un gilet di pelle vera ma finta e per quello del giorno dopo, la mostra della musica silenziosa, una giacca più colorata ma meno colorata.

Un vero e proprio granFico, intelligente, acuto. SUPER CHIC. Amici selezionati, eventi selezionati ma in apparenza è aperto e smart. Se ti vuoi divertire insieme con qualcuno del genere fai meglio a barricarti in casa e chiudere a doppia mandata il portone, magari il gatto farà una scoreggia e ti divertirai di più.

 

6- Il grafico tuttospecialist

Graphic designer freelance, social media specialist, creative director, copywriter, web designer, retourcher, photographer, 3d artist, seo specialist… “tuttospecialist” praticamente.

Guardando i suoi profili social scopriamo un mondo incredibile fatto di titoli su titoli. Non c’è più spazio nella descrizione.

Sa fare talmente tante cose che è imbarazzante: i datori di lavoro seri lo evitano come la peste perché non può essere specializzato in duemila cose, le farà male, quelli con poco budget invece lo vedono come dio (da malpagare): può fare tante cose in una, come il pennone con tutti i colori di quando eravamo piccoli.

Nato per fare il grafico ed evidentemente cresciuto a pane secco e clientidimmerda a cui ha fatto anche da barista. Basta un corso da 100 euro da qualche parte e TAC! Parte la specializzazione. Quindi basta investire qualche euro, basta fare foto durante l’evento, prendere degli appunti che non rileggerà mai e via, ecco aggiungere un’altra riga sul profilo.

 

7 – Il grafico scassa-scassa

Tutto quello che dici non è vero. Il contrario è sempre giusto: questo tipo di grafico veleggia in ogni gruppo e in ogni luogo virtuale dove si possa dire la propria idea riguardo qualcosa. Capita raramente che sia d’accordo con qualcuno ed è convinto che rompendo le scatole diventi l’eroe senza macchia e senza paura del nuovo millennio.

Fa tutto schifo. Il design è morto. Quell’interlinea non va bene. Quel carattere non è adatto. Quella sfumatura è troppo calda e quel tratto è troppo netto. Quella foto non va bene col contesto, quel link è sbagliato (e lo segnala), quel logo è partito male dall’idea.

Distruttore del mondo, litiga ogni mese con qualcuno e i gruppi e le pagine cercano di evitarlo come la peste. Saccente come pochi, se lo incontri per strada diventa piccolo come la nano sim dello smartphone.

Comprende i social quanto un anziano ma non lo sa: è convinto non solo di sapere come funziona ma anche come manipolare gli utenti. Solitamente lo “scassa-scassa” fa abuso di alcolici e si fa maltrattare dai clienti: proprio questo fa scaturire il suo mal di vivere.

 

8- Il grafico introverso e pessimista

La grafica? C’è qualcuno che riesce a viverci di grafica ma sicuramente grazie al calcio in culo di qualcuno. Quella lì riesce a lavorare molto? Beh, sicuramente ha usato le tette per avere il lavoro, stronza. Il mio collega? No va beh, quello è il nipote del sindaco, è lì perché sai come funziona no?

Tutto un magna-magna. Io non riesco perché non ho aiuti. Senza aiuti nessuno riesce.

Ecco, questi sono una serie di ragionamenti tipici del grafico introverso e pessimista, chiuso alla società.

Non ha fiducia nelle proprie capacità oppure ne ha ma a tratti. Non riesce a capire che è l’azione che ripaga… ma no, spesso cede alla pigrizia e preferisce criticare gli altri e, magari, spararsi di canne.

Questo tipo di grafico è il preferito del “grafico scassa-scassa” e del grafico “critico opinionista”. Per quale motivo? È che per farsi un’idea su qualsiasi cosa deve preventivamente sapere cosa ne pensano gli altri: troppo complicato pensare da soli. E via, meglio buttarsi sul prossimo progetto. Senza budget, chiaro. Il budget è solo per grafici venduti.

 

9- Il grafico con mille attestati e iscritto a tutte le associazioni

La formazione. Solo la formazione può renderci migliori. La formazione è importante. Essere iscritti alle associazioni è importante, conoscere il sindaco di tutti i paesi è importante ma soprattutto quello della regione. E si, l’assessore alla cultura che fa non sarà meglio cercare di contattarlo?

Per capirci parliamo di un tipo di grafico che se qualcuno gli pesta il piede grida “AIAP! MI HAI FATTO MALE”!

Di fondamentale importanza conoscere più persone possibile, creare continuamente contatti e non perdersi assolutamente quell’evento. Alla fine ti ritrovi a far grafica una volta a settimana, a lavorare con gente che alla fine ti sta facendo anche un favore quando ti paga dopo 3 mesi (i soldi non arrivano, i fondi tardano ad arrivare non è mica colpa nostra! Pazienta!).

Online questo tipo di grafico è solitamente una persona positiva, uno che non è né carne, né pesce. Non se la prende mai con nessuno: se lo fa è per una causa buona, giusta e condivisa da tutti. Non sia mai che qualcuno si prenda male.

10- Il grafico scopiazza tutto

La sua creatività è pari a quella della signorina Rottermeier con l’influenza: non ha mai idea di cosa fare. Non riesce a pensare un elaborato senza cercare su Google o senza andare a rovistare nei lavori di qualcuno su Behance. Solitamente screenshotta tutto quello che può e invece della cartella delle ispirazioni, lui ha la cartella “da copiare”.

Il problema sorge quando si innamora dello stile di qualcuno: lo copierà senza fregarsene minimamente anche perché non avrà mai un’idea migliore.

Per lui copiare significa “prendere ispirazione”, non si sente in colpa. Accanito visitatore dei siti di materiale free, la sua barra dei preferiti è piena di siti con file da scaricare che spaccia poi per proprie creazioni.

Esiste il grafico scopiazzatore 2.0 che non riporta più stupidamente i lavori pari-pari a quello scaricato (tanti in passato sono stati messi alla gogna) ma che si impegna addirittura a modificarlo almeno un pochino per poi riproporlo: in questo modo non sono ritrovabili su Google e così anche questi grafici privi di creatività riescono ad avere un portfolio lavori (di merda).

Esiste poi il livello top: le agenzie vere e proprie che utilizzano materiale scaricato da siti free ma anche a pagamento: modificano solamente il file e via, l’elaborato è pronto per essere stampato e… utilizzato per accendere il fuoco!

A dirvi la verità già mi sono venuti in mente altri tipi di grafico ma per adesso la chiudiamo qui: dovete pur lavorare oggi, mica potete stare tutto il giorno a leggere questo articolo.

Magari potete dare un’occhiata a quello uscito ieri, un interessante viaggio nel colore. Clicca qui per leggerlo.

Scrivetemi nei commenti i tipi di grafico che non avete trovato in questa lista: li aggiungerò volentieri! E non dimenticatevi della Newsletter!

Alla prossima classifica 😀

 

 

 

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Admin [pAt] - Founder & Ceo at ipiratigrafici.it - Creative director - Graphic designer freelance from 2009 - Blogger - Team Manager. Contatti: pat@ipiratigrafici.it

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