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Pornhub e Parmigiano agli angoli del ring

Comunicazione e pubblicità

Pornhub e Parmigiano agli angoli del ring

L’argomento di cui sto per parlare non è indicato per i deboli di cuore o per chi potrebbe sentirsi offeso.

L’11 agosto uno dei più importanti e famosi portali di video porno in streaming ha diffuso un video per pubblicizzare un nuovo servizio a pagamento.

Fino a qui non c’è nulla di male, se non che ad un certo punto del filmato, si sente dire “parmesan” o meglio Parmigiano Reggiano. Vi starete chiedendo perchè questa associazione. I servizi premium del portale vengono paragonati a prodotti di altissima qualità: qualità riconosciuta da tutto il resto del mondo. Durante il video viene nominato il Parmigiano Reggiano come un premium member.

Da qui si è innascata una dura polemica tra il consorzio e il portale. Il consorzio chiede la sospensione del video e dall’altra, il portale, rifiuta la sospensione del video applicando solo la censura.

Da un punto di vista di marketing è geniale, ma dal punto di vista legale Pornhub avrebbe dovuto chiedere il permesso al consorzio per citarlo nel suo spot e pagare il “dazio”.

Il noto portale sa benissimo che molti brand non desiderano essere affiancati al settore porno e affini. Nel mondo dell’advertising il concetto di trasmissione dei valori è fortemente associato al vettore comunicativo. In questo caso Pornhub è il vettore e utilizza il marchio del Parmigiano Reggiano per trarne dei vantaggi. Per le regole di marketing a guadagnarci è Pornhub e ad essere dannaggiato è il Consorzio.
Sappiamo benissimo che il Parmigiano Reggiano è un prodotto soggetto, di riflesso, a leggi morali che hanno a che fare con i suoi consumatori e che quindi vedono l’associazione in modo negativo.
Il porno stesso è inutile dirvi come sia visto dalla maggior parte delle persone, ci potete arrivare da soli.

Molte persone interne ed esterne al consorzio hanno preso posizioni diverse in merito. C’è chi appoggia la via legale intrapresa dal consorzio, ma anche chi accusa il consorzio di essere stato troppo bachettone. Accusano una poca lungimiranza da parte del consorzio in termini di advertising e di marketing visto che negli ultimi dieci anni nessuno si è occupato della comunicazione del consorzio.

I creativi di Pornhub hanno regalato un minuto di visibilità gratuita al prodotto e il Consorzio ci limita. I soldi li ricevono ma  in più di dieci anni la comunicazione non è mai stata gestita e non è il loro forte.

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Mi chiamo Simone Stricelli, sono un Creative Director e Digital Strategist, da 8 anni mi occupo di costruire strategie digitali per le aziende. Il mio lavoro consiste nel trovare un punto di contatto creativo tra il mondo digitale, dei social media e gli obiettivi dell’azienda, costruendo un piano strategico ed editoriale. È importante individuare gli strumenti giusti, il budget e i canali media a disposizione per non disperdere l’energie.

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