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Personal branding e il suo universo.

Personal brading

Comunicazione e pubblicità

Personal branding e il suo universo.

Partiamo da una considerazione: un brand non è un logo.

Se pensiamo al marchio della Apple, della Nike o della Coca-cola, la nostra mente verrà presa d’assalto da una marea di sensazioni che vanno ben oltre il ricordo del semplice simbolo grafico. Eleganza, ricercatezza ed innovazione per la Apple; dinamicità, successo ed affidabilità per la Nike; allegria, cordialità e sincerità per la Coca-Cola.

Tutte emozioni che si generano “in automatico” senza visualizzare alcuna immagine o spot. Un automatismo consolidato nel tempo da marchi che hanno lavorato per anni sulla costruzione di una storia, di una reputazione e di un legame emotivo con il proprio pubblico.

love brand

Un esempio di legame emotivo con il brand Apple

Perché è questo è quello che deve fare un brand. Un brand deve emozionare, deve comunicare ad un livello sensoriale più alto, stabilendo una conessione empatica con il consumatore.

Il personal branding.

Cerca di traslare questi concetti in una dimensione personale ed individuale. Come ricorda Riccardo Scandellari nel suo libro Netbranding: il personal branding consiste nella comprensione e valorizzazione delle capacità e qualità personali, attraverso un’adeguata comunicazione ad un pubblico interessato.

A chi serve davvero il personal branding?

Spesso mi viene posta questa domanda, e la risposta è quanto mai semplice: serve alla stragrande maggioranza di noi.

Artisti, liberi professionisti, blogger, giornalisti, designer, manager ed ovviamente giovani in cerca di occupazione. Il personal branding serve a tutti. O meglio, serve a chi avverte la necessità di comunicare correttamente ed efficacemente (con azioni che coinvolgono sia l’online che l’offline) la propria unicità all’interno di un mercato costituito e sempre più affollato. Ed è proprio grazie a questa “popolosità” che dobbiamo affermare la nostra singolarità ed i benefici che chi ci sta cercando troverebbe nello sceglierci.

Personal branding non vuol dire autopromozione.

Confondere la pratica del personal branding con la mera autopromozione è un errore fatale, le due cose sono addirittura in contrapposizione.

Occorre adottare una comunicazione sincera, mai invasiva, fatta di esempi concreti e benefici apportati. Non serve ripetere continuamente “sono il migliore”. Devono essere gli altri a dirlo.

Consolidando la vostra reputazione il pubblico decreterà il vostro successo.

L’universo del personal branding interessa diverse discipline; dalla comunicazione, alla grafica, dal marketing alla psicologia. Un insieme di materie che, se ben miscelate, possono elaborare le migliori strategie di promozione personale.

Personal branding universo.

La pratica del personal branding è in grande ascesa nel nostro Paese. In altre nazioni europee, come Spagna e Regno Unito, è uno studio consolidato. Nel tentativo di convogliare in un unico flusso i contributi provenienti da tutte queste realtà è appena nato su Facebook Personal Branding Universo; un gruppo che raccoglie la voce di esperti, influencer ed appassionati di ogni nazione.

Nell’universo del personal branding c’è ancora molto spazio. [symple_button url=”https://www.facebook.com/groups/personalbrandinguniverso/” color=”orange” button_target=”_blank” btnrel=””]Fateci un salto.[/symple_button]

 

Articolo di Marco Tomasone

 

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