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Peace For Paris

Creatività

Peace For Paris

 

Mentre vi scrivo ho ancora, come tutti, negli occhi quanto accaduto a Parigi, le ferite sono troppo fresche, si contano ancora i danni e le persone scomparse. Adesso è il momento della disperazione, del lutto, delle lacrime, della pace. E noi pirati da qui vogliamo ripartire, evitando di cedere alla facile tentazione del gioco dell’odio, della paura, del terrore, continuando a fare il nostro lavoro. E di questo oggi vogliamo parlare.

Marchio, come è costruito.

Tutto parte da un post su Twitter, dove quel gran geniaccio di Bansky tweetta un post che unisce due segni universalmente riconosciuti fondendoli in uno unico, che a mio parere farà parlare a lungo di sé. È un cerchio, dai bordi indistinti, con all’interno una Torre Eiffel stilizzata con una “gamba” in più rispetto a quelle a cui siamo abituati a vedere. Ad una prima visione appare questo, ma immediatamente iniziamo a ragionare su altro. La parte superiore della torre rompe la composizione circolare in modo geniale “uscendo” per un breve tratto al di sopra del cerchio e formando così una linea verticale che iniziamo a riconoscere come familiare. Anche le due linee curve, che costituiscono il profilo arcinoto della torre, si aggiungono a formare due elementi diagonali più corti. Ad una visione complessiva ci rendiamo conto che il nuovo simbolo è l’unione di due universalmente riconosciuti: il simbolo della pace e la Torre Eiffel, monumento simbolo di Parigi.

Composizione e storia

La composizione nella sua semplicità è geniale. Il simbolo della pace è già riconosciuto e riconoscibile, la storia ufficiale lo vuole nato dall’unione di due lettere della messaggistica navale la “N”, rappresentata dalle due linee corte a 45° e la “D”, rappresentata dalla linea verticale: “Nuclear Disarmament”, appunto. Lo stesso Gerald Holtom, creatore del simbolo, raccontò in seguito che la genesi del simbolo sarebbe diversa: è il ritratto di un uomo sconfitto, rappresentato eretto ma con le braccia leggermente aperte, immaginate coi palmi in avanti, citazione della forza espressiva del contadino di Goya davanti al plotone di esecuzione. Se pensiamo che il simbolo è stato realizzato nel 1958, alla luce di quanto accaduto a Parigi, la citazione assume i contorni di una macabra premonizione. Ma purtroppo è la storia dell’uomo semplicemente costellata di tragedie simili.

Della torre Eiffel è quasi inutile parlarne, nata nel 1889 per celebrare l’Esposizione Mondiale tenutasi a Parigi quell’anno, diventa da subito il simbolo della città e della Francia stessa. 324 metri di ingegno umano e metallo, è uno dei monumenti più visitati del mondo e ormai simbolo. Quando pensi alla Francia pensi a lei, è quasi inevitabile. Pochi forse sanno che l’ingegnere Eiffel che la progettò fu lo stesso progettista che ideò la struttura interna della Statua della Libertà.

Forza espressiva ed evocativa.

La forza espressiva del marchio è dirompente. Il tratto ricorda Picasso nel suo evolversi, e in parte richiama i tratteggi evocativi dei cartoni preparatori del Guernica. A livello compositivo è un cerchio, quasi Giottesco, semplice e diretto ci fa capire immediatamente di cosa parliamo. È la fusione ideale del simbolo della pace e della Torre Eiffel: “Peace For Paris”, appunto. È, a mio parere, l’uovo di Colombo della grafica e credo ne sentiremo parlare spesso. Associa la verticalità della torre alla linea centrale del simbolo della pace, curvando le linee della “N” dello stesso per fondere assieme pace e torre. La forma della torre c’è tutta, anche se stilizzata. Il colpo di genio, a mio parere, è la parte superiore della torre che esce per poco dalla composizione, creando l’elemento di contrasto con la composizione circolare. Il tutto raccontato con un tratto che ricorda insieme la forza dei graffiti metropolitani e l’espressività dei graffiti delle grotte di Lascaux.

L’ideatore del marchio

In un primo momento il simbolo “Peace For Paris” viene attribuito a Bansky. A distanza di qualche ora viene alla luce il vero ideatore: un’artista francese, Jean Julien, sul cui sito troviamo adesso pubblicato il logo inizialmente tweettato da Bansky. Jean Julien crea un’operazione tanto semplice quanto geniale nella sua prorompenza espressiva. Da esperto grafico fonde assieme due elementi in questi momenti sentitissimi dai francesi e, credo a ragion veduta, in tutto il mondo: l’amore per la pace, quella con la “P” maiuscola, quella che cantava John Lennon in Imagine, quella di San Francesco, di Gandhi, e l’amore per la Francia, per Parigi, una terra orgogliosa e ferita.

I Pirati Grafici si uniscono alle famiglie delle vittime in questo momento di dolore a modo loro, da sognatori qual sono: immaginando un mondo migliore in cui un giorno si sarà tutti uguali.

 

 

 

 

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Adoro viaggiare, l'Egitto, il blues, una serata in compagnia di birra e amici. E le mie 4 splendide nipotastre. Non posso vivere senza di loro così come non posso fare a meno di nominare tutti i livelli dei miei file psd, anche se ne hanno solo 4.

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