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Adrian, perché?

Grafica

Adrian, perché?

Ho atteso molto per questo articolo che mi sono sentita in dovere di scrivere sin dal primo minuto dello spettacolo di Adriano Celentano andato in onda ieri sera, stasera la seconda puntata serie “evento” che probabilmente guarderò shoccata come ho guardato quella di ieri sera.

Disegni: Milo Manara

Doppiatori: Claudio Moneta, Massimo Lodolo, Roberto Pedicini e Adriano Celentano

Musiche:  il premio Oscar Nicola Piovani

Scrittura: Alessandro Baricco

Supervisione generale: Vincenzo Cerami (candidato all’oscar).

Produzione delle animazioni: Studio Sek (Corea).

Budget: 20 Milioni.

La trama è tutta un casino, i doppiaggi li avrebbero fatti meglio topo Gigio e magica Emy, la grafica e l’animazione diciamolo… agghiaccianti. Con tutti quei denari che molti professionisti in Italia avrebbero trasformato in ORO sono riusciti a creare un prodotto che non rispecchia minimamente quella che è l’animazione che siamo capaci di sviluppare in Italia. Sono rimasta delusa, avevo aspettative troppo grandi da questi nomi.

Adrian: la trama in breve

Adrian è il protagonista assoluto di una storia che avrebbe scritto sicuramente il suo peggior nemico. Ambientazione anno 2068: sembra ancora di essere nel 2019  con qualche aggeggio tecnologico in più, con ologrammi, maschere.

Violenza, tanta violenza. In questo quadretto esce fuori un utilissimo orologiaio (nel 2068 immaginiamo quanto possa essere fondamentale per la città) che non fa mai pagare nessuno (probabilmente in quell’anno si vivrà di aria) e che a tratti si esibisce in scene porno con Gilda la sua compagna ninfomane che ha le sembianze della moglie, Claudia Mori, quando era giovane (e super gnocca). Nella foto eccola in una delle poche scene in cui è vestita.

Poco dopo c’è la scena della scimmia, del primate. Quando l’ho vista ho creduto di svenire.

Cioè ci stiamo rendendo conto? Una ragazza su Facebook, ieri sera, mi ha anche mandato la foto del particolare.

Dopo questo shock che genera emozioni contrastanti tra risate e conati di vomito, andiamo avanti. Anzi, voglio prima postare i meme che sono usciti fuori da questa situazione: fatene altri se avete il coraggio che li riposteremo in questo articolo.

Andiamo avanti davvero. Velocemente.

[Se non avete più voglia di leggere vi prego, dovete almeno sapere della casa con paint. Scorrete più giù per soffrire insieme a me].

Donne anziane arrivate dal 1900 (scena noiosa);

Polizia terribile, incappucciata con caschi dagli occhi rossi. Sono sempre incazzati neri. Appena Adrian esce dalla casa delle anziane la polizia lo blocca e, senza causa apparente sequestra una famiglia e cancellando le prove.

Stupri continui in città.

Non si capisce bene il perché ma c’è un casino generale incontrollato. Dopo un altro pornazzo, Adrian e Gilda vanno ad un concerto. Il cantante, biondo e antipatico, inizia lo spettacolo e… no, non può essere, no. Una canzone dei Negramaro. Cioè i Negramaro cantati da un biondo nel 2068. Sparatemi per favore, sparatemi perché questa cosa è talmente trash che sto per svenire di nuovo.

Ad un certo punto il Negrobiondo (mentre stuprano di nuovo una donna) chiama uno a caso a cantare sul palco e pensa te, nessuno se l’aspetta: sceglie Adrian.

Ooooh! Inizia a cantare con un testo saggio mentre il Negrobiondo dietro le quinte si tromba due a caso. Così, giusto perché abbiam capito che saranno una manica di zozzoni tra 40 anni. Il pubblico in estasi per Adrian.

Bang! In 30 secondi succede di tutto: inizia a piovere, tuona, la gente fa a botte, succede il casino, tutti scappano, la polizia agisce ma incasina ancora di più la situazione. Alla fine tutti che cercano Adrian per motivi nascosti, nessuno lo trova.

Certo, è davvero difficile trovare uno che ha dichiarato al microfono sul palco di essere “un orologiaio che abita in Via Gluck”, chissà quanti ce ne saranno di orologiai in quella città, in quella via. Ma la polizia del 2068 non riesce in nessun modo a scovarlo. Ma perché lo cercano? Che diamine avrà fatto Adrian per creare tutto ‘sto casino?

Poco dopo la scena si sposta a Napoli. Cosa sono stata costretta a vedere? Un palazzo con la scritta MAFIA INTERNATIONAL.

Ma scusate, a Napoli non c’è la Camorra? Ma il nome del dissanguatore, altro protagonista della storia, sembra che prenda il proprio nome da “Ndrangheta” un certo DRANGHESTEIN che sembra uno ricco, bellissimo, cattivo, spietato napoletano che prima dona qualche bigliettone a un povero seduto vicino all’entrata della sua azienda e poi lo fa uccidere. Così, per passatempo.

La resa.

Da lì ho smesso di guardare con attenzione la puntata, mi sono arresa. Ero confusa. Ho solo intravisto la scena super patetica di un ragazzino che con un frase di celentano ha fatto innamorare una ragazza limonandoci all’istante e poi ho visto la cosa più agghiacciante del film: LA CASA.

Cioè, mi sono girata mentre preparavo il latte a mia figlia e ho visto una casa agghiacciante che neanche il peggior cugino del nipote avrebbe fatto peggio.

La casa fatta con Paint!

Guardate! Ammirate le ombre alla cazzo di cane. Ammirate le forme regolari del tetto, l’ombreggiatura che davero il sole non riuscirebbe a farla neanche se cambiassimo l’asse terrestre.

Ammirate le foglie come sono definite: scarabocchi. I cespugli, che spettacolo! Sono nuvole cadute dal cielo trasformate in luci del nord.

La staccionata che se t’appoggi cadi, quel cumulo di colori solo l’albero che forse rappresenta il cespuglio dello gnomo delle monete. Ma quali caXXo di fiori hanno quella forma e quei colori? Ma almeno riduci il pennello, cristo santo! Fai delle linee, non fare cactus e piante acquatiche.

La porta socchiusa. Quella luce lì è così intensa che manco un faro dello stadio farebbe un fascio illuminato in quel modo: ma il risparmio energetico no?

Poi che mi fai? Un tetto mezzo scassato e le linee dei muri sono nette e sacrosante. Ma ditemi: è forse passato un drago sputafuoco che ha sbattuto il migliolo e ha ammaccato il tetto? No ma adesso la smetto, riguardavo la chioma dell’albero e quel mare realistico lì dietro che neanche impegnarsi a giocare un po’ con le sfumature. No, era troppo difficile.

Questa casa è così merdosa che neanche i puffi seguiti da Gargamella entrerebbero per nascondersi.

I meme, infatti, non si fanno attendere. Ma io ne voglio di più, di più. Fatene perdinci, così li pubblichiamo ovunque.

Per concludere la faccenda (sono stanca e provata)

I fondali di questa animazione NON SONO di Milo Manara e se fossi in lui sarei incazzatissimo perché i suoi disegni meravigliosi sono stati inseriti in un contesto agghiacciante con animazione a scatti che manco i burattini si muovono in quella maniera.

La qualità delle animazioni è davvero scadente, pessima.

Il doppiaggio è stato orribile.

La volontà di mantenere l’essenza di Milo Manara appariva del tutto forzata all’interno della storia. Come far entrare un uovo in un quadrato, ecco. Apprezzo la volontà ma il risultato non funziona.

Spero con tutto il cuore che in futuro si cercherà di far meglio perché l’idea probabilmente poteva essere buona ma ecco: per l’ennesima volta abbiamo la dimostrazione che le idee, da sole, non servono a niente. Chiamiamo chi sa fare il proprio lavoro e investiamo nella qualità. 

Please!

 

 

 

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Admin [pAt] - Founder & Capitain of the ship at ipiratigrafici.it - Creative director - Graphic designer freelance from 2009 - Blogger - Team Manager. Contact me: pat@ipiratigrafici.it

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