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Il Freelance Day visto dai pirati

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Il Freelance Day visto dai pirati

Passare una giornata con i colleghi è sempre bello.

Sarò onesta e sincera: sono partita con tanti buoni presupposti. Prima di andare a Torino ho letto un commento di un utente sul freelance day che diceva – non è quello che sembra, al freelance day da ascoltare c’è poco- e mi son detta tra me e me – sempre questi haters in giro che cercano di smontare gli eventi – Si perché non è mica semplice organizzarli. Mi piace la gente che crea movimento, è positivo a prescindere! È pur sempre un incontro, è pur sempre gente che ha deciso di FARE e non solo di parlare. Al diavolo gli haters che pensano solo a sputare veleno, ci sono sempre in giro e parlano, parlano e non agiscono se non per mettere in moto la bocca.

Ecco, sono andata lì con la mia collega Genny e tutti i miei buoni propositi, con positività e aspettandomi da Torino tante cose belle. Sono andata con la mia reflex per fotografare e scrivere un articolo per i pirati come ho fatto con la Viscom, ho portato anche il registratore per fare qualche intervista-flash ai relatori. Flash che ho dimenticato di inserire in alcune foto come potrete notare, chiedo venia 😛

I locali – Abbiam passato la giornata in un posto davvero molto “easy e trendy”: spazi curati bene, mele per tutti in bella vista, poltrone ampie e comode. Corridoi tutti tempestati di disegni e immagini, Box informazioni molto bello, gente disponibile e gentile (compreso il personale dell’ACTA con gadget carini) e devo dire tutto ben organizzato. Mi sono sentita subito a casa anche per un altro particolare: non ho mai trovato posto a sedere (arrivo sempre tardi agli eventi) ma questo non è stato un limite per me, anzi! Seduta sulla scaletta laterale,“sbracata e spalmata” mi sono sentita a mio agio, forse più di quelli seduti in sedia. Mi piacevano le aule, le ho trovate accoglienti. In un’altra aula le sedie tutte diverse erano qualcosa di favoloso! Purtroppo non ho fatto in tempo a fotografarle ma le ho adorate. Gli uffici molto carini, le altre aule le ho viste da fuori ma comunque ripeto, l’ambiente era indiscutibilmente carino, molto factory d’idee. Ci lavorerei dentro molto volentieri.

 

IMG_2517

Ciliegina sulla torta? La ragazza del Gong! Un colpo deciso ogni volta al termine e all’inizio degli interventi 😀 idea geniale.

Inizialmente volevo dare un mio parere su ogni corso seguito ma preferisco parlare in modo generico. Si perché qualcosina che non mi è piaciuto c’è stata e non voglio far danni, non sono abituata a giudicare e distruggere: il mio intento adesso è dare un parere molto personale perché non posso scrivere cose che non penso o evitare di scrivere l’articolo perché qualcosa non mi è andato a genio.

Inizio col dire che gli interventi di mezz’ora sono davvero troppo corti se mettiamo in conto le presentazioni. Si inizia e si finisce sempre che rimane tutto sospeso. Peccato. Sarebbe meglio farli durare qualcosina di più calcolando i tempi in cui la gente va via o arriva, si siede, le presentazioni… insomma mezz’ora è poco.

La lezione più interessante a detta del mio collega è stata la prima che non ho fatto in tempo a seguire. L’intervento che è piaciuto di più a me è durato 1 ora e mezza ed è finito che il relatore (visibilmente preparato e simpaticissimo) non ha detto neanche metà delle cose che voleva dire… e si, siam rimasti tutti in aula a guardarlo a fine intervento come per dire: ed ora? 1 ora e mezza passate come un lampo ma ne servivano ancora, un argomento troppo vasto e abbiamo toccato solo pochi step. Andrò a cercarmi le slide da qualche parte.

Gli altri interventi che ho ascoltato erano troppo “base” per “beginner” e si, alcuni poco curati graficamente. Probabilmente sono un po’ pesante e “grafinazi” ma spiegare “come si vende” con grafiche del genere, con testi tutti serif, non allineati… accostamenti di colore e font da brivido. Insomma sono andata via con gli occhi insanguinati (non si può prescindere dal design) ma anche perché quelle nozioni le ho studiate 10 anni fa all’università e no so, darei pIMG_2516er scontato che un minimo la gente dovrebbe saper vendere se in possesso di partita iva. Intervento assolutamente divertente infatti niente da dire per l’esposizione da 10 e lode… è che tutti prendevano appunti su concetti un po’ sorpassati e scontati. Il mio collega Simone (Stricelli) ha preso la parola e in due minuti ha fatto una lezione di marketing avanzato e soprattutto attuale.  Decidiamo quindi di ascoltare un altro intervento.

Ci spostiamo nell’aula dove alcuni imprenditori erano stati invitati per dire cosa si aspettano da noi freelancers. Anche qui le migliori intenzioni: è stata un’altra buona idea. Il problema è che tutti prendevano molti appunti e giuro, per la curiosità ho cominciato a sbirciare nei tablet, portatili e block notes e che scrivevano? Scrivevano ogni frase, ogni cosa che dicevano i relatori spesso con i punti esclamativi finali. Ma perché non ascoltate davvero quello che stanno dicendo gli esperti? Perché nessuno dice niente agli imprenditori mentre parlano di flessibilità? A farlo per i pirati è stato sempre il mitico Simone che ha fatto la domanda “che intendete per flessibilità? Mica che chiamate dopo cena per un lavoro urgente?”.

Per chi se lo fosse dimenticato (e non ho preso appunti) gli imprenditori hanno detto queste cose che mi sono rimaste molto impresse. Ah, poi le ho corredate con le mie risposte.

  • Il freelance deve essere flessibile. (Si, dai 90 gradi in poi).
  • Se abbiamo un lavoro urgente e deve essere finito in una settimana chiamiamo un freelancer! (Eh certo, chiamiamo l’asino da soma).
  • Noi su internet non ci andiamo, figurati se abbiamo tempo! I freelancers li scegliamo con il passaparola (si quindi il social media marketing lo buttiamo nel cesso e Linkedin può chiudere perchè siam tornati negli anni 90).
  • Noi cerchiamo una figura specializzata (ecco, meno male questa è stata una buona affermazione).
  • Se il grafico non ha un buon sito noi lo capiamo: è come il calzolaio che va in giro con le scarpe bucate: non ha tempo per farsi bene il sito se fa bene quello degli altri  (quindi nipoti e cugggggini fatevi avanti, c’è campo liberoooo! Sfoderate i vostri siti agghiacciantiiii).
  • Ci sono cose che non può fare un freelance perché abbiamo paura che possa prendere delle informazioni interne all’azienda (quindi siamo diventati anche dei 007, con licenza non di uccidere ma di spiare).
  • Il buono del freelance è che ci dà un altro punto di vista (vero, verissimo).
  • Il freelancer è più motivato a lavorare. Noi scegliamo di prendere dei professionisti fissi e alcuni freelancers perché questi ultimi sono più portati a lavorare per il successo (le tasse sono come il natale: quando arrivano, arrivano).
  • Il peggior difetto dei freelancers? Scompaiono! E tutti a ridere.

Perdonatemi se inizio a parlare in francese adesso ma in quel momento ho pensato: che c….zo  ridete? Io più che altro mi chiederei chi sono questi freelance che scompaiono e mi chiederei anche dove li avranno trovati. Eppure s’informano con il passaparola! Certo che cercare i freelance senza informarsi sulle loro skills, sul loro passato o sul loro carattere e sceglierli solo perché l’ha consigliato un parente o un collega imprenditore che magari ha dovuto svolgere un lavoro completamente diverso con lui… non ha senso! È normale prendersi una tranvata senza informarsi, rischiando di dare il lavoro a qualcuno che fa grafica ma anche web design e anche programmazione ma solo alcune cose di programmazione e solo editoria ma esperto in social media ma non in SEO. Il passaparola che a volte è sacrosanto, non è sempre la strada giusta. Coinvolgere sempre le stesse figure, poi, non crea niente di nuovo e di rivoluzionario.

Diciamola questa verità: in giro c’è una fuffa incredibile. E i freelancers me li aspettavo più vivi e più combattivi e non gente che si guarda in giro, si siede e prende appunti come se quell’incontro fosse un prolungamento universitario. Ok c’è anche chi ha iniziato da poco… ma gli altri?

(ok, me so sfogata però ora vado a fare un’oretta di Yoga).

Cosa mi aspettavo dal freelance day? Secondo me ha un sacco di potenzialità e ripeto, è meraviglioso che si crei movimento però mi aspettavo qualche corso avanzato e specializzato per chi fa questo lavoro da più tempo, mi aspettavo più confronto (ad esempio un talk con gli esperti di un paio d’ore secondo me sarebbe stato interessante sia per noi che per loro) ma soprattutto un bel talk tra tutti noi. Sarebbe bellissimo metterci tutti in cerchio e parlare delle nostre esperienze, di come troviamo lavoro, di come ci muoviamo. Altra cosa: secondo me bisognerebbe ridurre il numero dei corsi e aumentare il contenuto. Ecco solo questo. Perché facendo così sembra che il Freelance day si faccia molto per i relatori e poco per la gente. Un meeting autoreferenziale.

Come ha scritto una mia brava collega:

 è come giocare a calcetto con gli amici invece di andare a confrontarsi con il mondo esterno con il quale devi interagire e soprattutto vendere la tua professionalità


Tutti gli stessi che si incontrano e si raccontano quanto è bello il loro giardinetto, ma poi resta poco.

 

Questa l’impressione di un altro collega:

 

c’è da dire che le potenzialità dell’evento ci sono, come tutte le cose in costruzione ha bisogno di crescere. Sicuramente un punto dolente sta nel fatto che le aziende, le quali hanno bisogno di alcuni servizi rivolgendosi a noi, non ci fossero, forse snobbando l’evento o forse perché non è stata fatta una buona comunicazione a loro

Io quest’evento lo vedrei più incentrato su un interscambio di informazioni e di professionalità azienda-freelance, poi giusto come sia, anche sull’informazione professionale per chi è già avviato e per chi no.

 

 

 

 

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Admin [pAt] - Founder & Ceo at ipiratigrafici.it - Creative director - Graphic designer freelance from 2009 - Blogger - Team Manager. Contatti: pat@ipiratigrafici.it

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