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Dove c'è Barilla c'è un pirata!

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Dove c'è Barilla c'è un pirata!

Barilla: storia di un brand vincente!

Per l’ennesima volta mentre scrivo stanno dando il primo “Matrix” in tivvì. Alzi la mano chi non l’ha visto. MOZZO! MOZZAGLIELA! Ok, torniamo a noi. Matrix: fantafumettone su come Alice attraversa lo specchio e si ritrova a ingurgitare pillole rosse e blu come se non ci fosse un domani. Voi ora siete al di là dello schermo, al sicuro sulla vostra poltrona mentre io sto tentando, dal profondo della tana del Bianconiglio, di dare un senso a queste idee. Ora, cosa c’entra tutto ciò con la storia pubblicitaria della Barilla, uno dei più grandi marchi alimentari d’Italia? Una beata fava, ma dovevo in qualche modo attrarre la vostra attenzione e spero di esserci riuscito un pochino.
Siamo o non siamo quel che mangiamo? Partendo da questa domanda faremo pelo e contropelo a un marchio storico di un prodotto che nel mondo è sinonimo di “Italia” e “buona cucina”: la Barilla, appunto.

 

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Perché Barilla?

Perché se alla maggior parte di voi viene in mente “…c’è casa” se gli dico “Dove c’è Barilla…” allora vi siete risposti da soli, e per punizione ora tutti a ramazzare il ponte con gli spazzolini da denti !
Dall’inizio degli anni ’50 la Barilla scopre la via americana di pubblicizzare i prodotti e la applica, come fosse legge non scritta, ai propri. E da lì è una continua evoluzione, partendo dalla carta stampata con “Con pasta Barilla è sempre domenica” fino al “Dove c’è Barilla c’è casa” che tutti conosciamo. Vi siete già stancati? Dai su che ancora non iniziamo… restate seduti e non fate chiasso!
Arriviamo agli anni ’60, gli anni del boom economico, e le “reclàme” si vedono al cinema, e raccontano storie costruite sul prodotto. Come oggi, ma in modo più ingenuo, e forse per questo più realistico e sentito. Un Pulcinella disegnato fa sognare grandi e piccini su una storiella semplice e divertente che porta all’inevitabile slogan in rima. Evvedetevi lo spot se volete sapere qual’è! Gli anni passano, e un malefico arnese entra nelle case degli italiani e cambia il modo di vivere di tutti: l’amatodiato “apparecchio televisivo”. Nuovi mercati si aprono, creando contenuti utili per il nuovo media (bei tempi) si creano anche altri canali attraverso cui dare visibilità ai prodotti e fare pubblicità. La Barilla è ovviamente una delle prime aziende in Italia a servirsi del nuovo mezzo.
È Giorgio Albertazzi il primo grande nome che appare sullo schermo tv a vantare, tra improbabili presentazioni di filmati “d’epoca” (un filmato d’epoca che parla di filmati d’epoca …muah) e poesie ovviamente recitate in maniera superba, il primato di aver dato il via a una serie di apparizioni televisive che vanteranno nomi celebri.

La fine degli anni ’50 vede un cambio della guardia: arriva un futuro premio Nobel a vantare le virtù dell’italico alimento. Ma per sapere altro dovete aspettare… come faccio a farvi rosicare sennò?

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Adoro viaggiare, l'Egitto, il blues, una serata in compagnia di birra e amici. E le mie 4 splendide nipotastre. Non posso vivere senza di loro così come non posso fare a meno di nominare tutti i livelli dei miei file psd, anche se ne hanno solo 4.

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