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Adobe Muse

Adobe Flash e Adobe Dreamweaver si piacquero sin da subito. Interagivano spesso e molto piacevolmente. Bene, qualcuno non lo sa, ma hanno ben presto dato alla luce un pargolo dai superpoteri, che ha preso l’energia di entrambi e l’ha convessaadobe_muse_cc_by_alej27-d6i5ixd dentro sofisticati ingranaggi web-designeristici e, con l’ingegneria di Flash e il web building di Dreamweaver, consente ai siti web di fare le piroette dentro un tale folgore di animazioni ed effetti speciali che quasi usciamo dalle nostre solite spoglie di utenti per entrare in quelle di veri e propri spettatori.

Spettatori inoltre, mai passivi, perchè il sito diventa quasi una mappa del tesoro, cosparsa di elementi che invocano la nostra interazione e flirtano con la nostra curiosità, portandoci per mano attraverso i fluttuosi spazi allestiti per lo show.

Naturalmente, dietro il drappo rosso c’è un inenarrabile lavoro di codici, ma chi lavora su Muse vede e usa solo delle maschere, dei bottoni e delle linee attraverso cui far muovere  gli oggetti nello spazio.

Una luce che si accende, un deltaplano che ti segue lungo la pagina, un laboratorio che con lo scroll del mouse si anima e riempie le pozioni di ingredienti colorati.

Infinite combinazioni di strumenti un tempo estremamente complessi da utilizzare, che portano anche l’intelletto più
pigro a ringalluzzirsi bottone dopo bottone. Sia quello di chi fruisce che quello di chi costruisce. I vecchi effetti di immagini in dissolvenza stanno a tutto questo come una marionetta da circo sta a un essere umano. E non si tratta solo di un trend del momento, dell’effetto di scroll animation e di parallasse a cui vediamo far le sfilate sulla passerella del world wide web. Ma di strumenti che ci mettono in mano una sorta di bacchetta magica, con cui, se abbiamo un’idea, possiamo realizzarla davvero e nel migliore dei modi.

Ma proviamo a capire meglio.

Wikipedia ci dice che “la parallasse è il fenomeno per cui un oggetto sembra spostarsi rispetto allo sfondo se si cambia il punto di osservazione”.

Un esempio che tutti ricorderemo è Mario Bros, nella lunga corsa attraverso lo schermo, le nuvole, i monti, gli ostacoli sul percorso si spostano da destra a sinistra a velocità diverse per aumentare il realismo della profondità.

Nel web la tecnica riproduce esattamente lo stesso effetto, attraverso una sorta di pagina multi-strato con livelli contenenti elementi grafici diversi che allo scroll verticale (o al movimento del mouse) si muovono in modo asincrono.

E questo rende il nostro scroll estremamente coinvolgente.

Ecco una carrellata di esempi vincenti con cui trafficare:

Untitled-1

http://dangersoffracking.com/

http://www.bagigia.com/

http://www.intacto10years.com/

http://www.iutopi.com/

http://thebrave.pl/

http://makeyourmoneymatter.org/

http://www.dementialab.org/discovery-lab/

http://everylastdrop.co.uk/

 

Articolo a cura di Fabiana Palano

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